GITA
14 MAGGIO 2006 - OPITERGIUM
alcune notizie storiche trovate e proposte da Massimo
Motta
OPITERGIUM città archeologica
Le origini della città di
Oderzo risalgono alla prima età del ferro (fine del X secolo
a.C.), periodo nel quale l'insediamento era già caratterizzato
da edifici abitativi e artigianali e da un impianto stradale regolare.
La vocazione cittadina del sito, sorto su un dosso naturale rilevato
dal territorio circostante, perdurò senza interruzioni per
più di 1500 anni.
L'età dei Veneti antichi (IX-metà del I sec. a.C.),
coincidente con l'età del ferro, vide un continuo sviluppo
del centro opitergino, principalmente sede di attività artigianali
e commerciali. Tale vocazione è del resto ben esemplificata
dal nome stesso "Oderzo", derivato da "Opitergium",
nome a sua volta formato dall'unione di opi e terg, parole che in
lingua veneta significano "al mercato".
L'incontro con la civiltà romana diede un ulteriore impulso
all'insediamento. Una tappa importante fu costituita, nel 48 a.C.,
dall'elevazione della città al rango di municipium, ovvero
a centro di un distretto territoriale e amministrativo. Con la riforma
dell'imperatore Augusto la città entrò a far parte
della X Regio Venetia et Histria. Durante l'età romana la
città conobbe la sua fase monumentale più imponente,
caratterizzata da edifici pubblici (foro, basilica, templi) e case
di abitazione privata (domus), particolarmente pregevoli dal punto
di vista decorativo e architettonico.
Oderzo compare ancora nel VII secolo durante le lotte tra Bizantini
e Longobardi. La città divenuta nel frattempo sede del comandante
bizantino, fu definitivamente conquistata e distrutta nel 667 dal
re longobardo Grimoaldo. L'insediamento era comunque già
stato in buona parte abbandonato dai suoi abitanti che, guidati
dal vescovo Magno, si erano trasferiti a Heraclia, città
oggi scomparsa situata in località Cittanova nel Comune di
Eraclea (VE).
FORO ROMANO
Il Foro rappresenta nella città
romana il luogo di incontro della popolazione per le attività
commerciali e politiche, l’amministrazione della giustizia,
lo svolgimento di funzioni di carattere religioso , ed in genere
per i diversi momenti della vita sociale ed aggregativi della comunità.
L’area forense di Oderzo fu messa in luce a partire dal 1983
con successive campagne di scavo, proseguite fino al 1995, dettate
da esigenze di riassetto urbanistico del centro cittadino. La prima
realizzazione del Foro sembra risalire alla tarda età repubblicana,
come conseguenza della precoce urbanizzazione della quale godette
Opitergium grazie alla costruzione della via Postumia nel 148 a.c.
Si tratta di un Foro costruito con tecniche murarie “povere”,
basate sull’uso di ghiaia ed argilla, e con un apparato monumentale
presumibilmente modesto. I resti conservati a vista e musealizzati
appartengono alla seconda metà del I sec. a.C. La piazza
lastricata in trachite euganea è in buona parte messa in
luce, ad eccezione della fascia settentrionale che si sviluppa oltre
i limiti dello scavo. Lungo il braccio occidentale del portico si
apriva la basilica forense (luogo deputato agli affari e all’amministrazione
della giustizia) divisa da colonne. Verso sud, si sviluppava la
sequenza delle botteghe (piccoli ambienti a pianta quadrata, uguali
tra loro, cui si accedeva sia dal portico che dalla via pubblica.Telefonando,
dal mercoledì al sabato, al numero 0422/713333 (anche fax)
è possibile prenotare le visite guidate alle Aree Archeologiche
di Oderzo effettuate dall’Associazione Athena.
PALAZZO FOSCOLO
Palazzo maestoso situato in via Garibaldi
65 ad Oderzo. Dalla storiografia settecentesca di Francesco Daniotti
Santafiore pare che il palazzo sia stato costruito nel 1500 per
il Procuratore veneziano Alessandro Contarini. Ebbe in seguito vari
proprietari dai Condulmer ai Foscolo, alla Parrocchia di Oderzo
ed ora è di proprietà del Comune.Negli anni passati
l’edificio ebbe diverse destinazioni da casa di campagna a
palazzo signorile, mentre durante la Prima Guerra Mondiale vi trovarono
sede i comandi militari. Nel 1974 subì un incendio devastante
che causò il crollo del tetto e della maggior parte dei solai
del secondo e primo piano. Grazie ad un accurato consolidamento
e ad interventi mirati, si è riportato il tutto al primitivo
splendore, realizzando un restauro strutturale e decorativo, durato
4 anni, al fine di garantire l’utilizzo degli spazi dedicati
ad uso pubblico. Jacopo Agostinetti nel 1679 afferma che il cortile
sul retro era chiuso da due grandi barchesse e che sul fondo del
cortile si trovava una peschiera di forma ovale. Il complesso comprende
oggi due edifici adibiti ad uso pubblico e culturale: la barchessa
destinata ad ospitare il Museo Civico Archeologico Eno Bellis e
Palazzo Foscolo che ospita la “Galleria della pittura moderna
e contemporanea opitergina” , la “Pinacoteca Civica
Alberto Martini” e un intero piano destinato alle esposizioni
temporanee: la sala conferenze sita al primo piano è infatti
utilizzata per convegni, conferenze ed inaugurazioni di esposizioni
temporanee.
DUOMO
Nel corso dei secoli il Duomo di
Oderzo, il maggiore monumento della città, è stato
distrutto e ricostruito più volte. La tradizione afferma
che l’attuale Duomo sorge sulle fondamenta della chiesa primitiva.
Mancano però testimonianze certe, né si può
sostenere con sicurezza che sul luogo sorgesse un tempio dedicato
al dio Marte. La costruzione originale risale al 1235 circa: la
chiesa attuale –uno degli edifici più antichi della
città- è un rimaneggiamento quattrocentesco di una
costruzione del 1300. Beneficiò di ben cinque fasi di restauro:
nel 1467, nel 1503, nel 1607, poi tra il 1921 e il 1924 e gli ultimi
tra gli anni Ottanta e Novanta. Il Duomo fu dedicato a San Giovanni
Battista e fu consacrato, come testimonia un’iscrizione che
si trova in sacristia, il 28 ottobre 1536. Esso custodisce un ricco
patrimonio artistico, in primis nella sua stessa struttura architettonica
che caratterizza l’edificio, semplice e maestoso allo stesso
tempo, nelle sue linee gotiche e romaniche. La facciata molto sobria
è caratterizzata da un finestrone circolare e da due originali
finestre gotiche. All’interno il corpo del Duomo è
costituito da un’unica navata che, attraverso un grande arco,
introduce nel Presbiterio.
Telefonando, dal mercoledì al sabato,
al numero 0422/713333 (anche fax) è possibile prenotare la
visita guidata al Duomo di Oderzo effettuate dall’Associazione
Athena.
TORRESIN
Situato in Piazza Vittorio Emanuele
II, il Torresin era l’antica sede del Podestà. Fu ricostruito
in stile medievale nel 1830, e a tutt’oggi ospita l’ufficio
della Polizia Municipale. Il nome di “Torresin” (parola
dialettale che sta per “torricino”) viene dalla sua
forma a torre.
PIAZZA GRANDE
Nel 1983 l’Amministrazione
Comunale di Oderzo decise di risistemare Piazza Vittorio Emanuele
II con l’intento di “consentire un abbellimento estetico…
uniforme alla volontà di recupero delle tradizioni artistiche
e culturali del centro storico opitergino” –come recita
la lettera di incarico da parte del Comune-. La Piazza (un tempo
denominata Piazza Grande) una volta era attraversata dal traffico
delle automobili che l’attraversavano: dopo il restauro, fu
vietato il passaggio dei veicoli, restituendole la sua funzione
di luogo di aggregazione, dove si potesse passeggiare e fermarsi
a parlare. Il progetto dell’architetto Follina, attento alla
storia della Città, ha visto l’impiego di materiali
come la trachite e l’acciottolato fedeli alla tradizione veneta,
mentre per il disegno del pavimento evoca le origini romane di Opitergium
con un reticolo che ricorda in scala ridotta il modulo dell’antica
centuriazione romana. La meridiana (che segna le ore 12 quando l’ombra
della cuspide più alta del Duomo coincide con il tratto di
curva disegnata sulla piazza -curva definita lemniscata- corrispondente
al mese in corso) rappresenta un invito a soffermare il pensiero
sul Tempo e la Natura.
lungo il percorso troviamo anche
- Torre di Rai
Il rudere si erge isolato su una
collinetta, forse "mutera" preromana o semplicemente terrapieno
ricavato dallo scavo del fossato oggi scomparso, e faceva parte
di una fortificazione di età medioevale certamente più
ampia. La struttura superstite, con paramento murario interamente
in mattoni, appartiene ad una torre chiusa, forse il mastio, articolata
su tre livelli, riconoscibili dai fori per le travature e dalle
mensole in pietra, coronata dalla merlatura e con caratteristiche
nicchie, giustificabili in funzione di un uso residenziale della
torre.
Il castello, caposaldo fortificato del patriarca
di Aquileia oltre il Livenza sin dal secolo X, insieme alla "villa"
di Rai, viene dato in fuedo a Ezzelino il Balbo nel 1147 e dal XIII
secolo viene spesso conteso dal comune di Treviso al patriarca,
finchè non viene concesso, da Carlo IV nel 1358, ai conti
di Collalto, che lo ricostruiscono parzialmente verso la fine del
XV secolo, erigendo al suo interno (quindi il complesso doveva essere
molto ampio), nel 1567, il monastero Carmelitano dell'Annunziata
con la piccola chiesa ancora esistente a poca distanza dalla torre.
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